Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.

domenica 15 settembre 2013

Terza settimana in Islanda e ho già finito i titoli interessanti.

Chi mi conosce sa che sono puntuale come un treno di Trenitalia, quindi non posso che scusarmi per il ritardo (perché no, non rimborso nessuno) e raccontarvi cosa è successo la scorsa settimana.

Venerdì (6 settembre) è stata una giornata lunghissima, iniziata come al solito alle 6.50 con una gustoserrima colazione a base di latte e cereali che non sanno di niente :')


Tasca work in progress
Alla prima ora ho avuto moda. Non è successo nulla di memorabile, a parte i soliti inghippi con la macchina da cucire: ho passato metà lezione a scucire quello che avevo fatto e l'altra metà ad infilare il filo nell'ago. Ed è demoralizzante quando arriva la prof, sulla settantina, che in mezzo secondo ci riesce.

Seconda ora ho avuto cucina: la prof mi ha messo in gruppo con una ragazza e abbiamo fatto una specie di zuppa. Non mi chiedete gli ingredienti perchè non me li ricordo assolutamente, so solo che non mi è piaciuta, perché la ragazza con cui ero in gruppo continuava ad assaggiare, affermare che mancava di gusto e aggiungere sale e pepe.

Nella pausa pranzo ho mangiato la carbonara che avevo fatto il giorno prima. Ho fatto 10 minuti di coda per il microonde e la mia pasta riscaldata faceva abbastanza schifo :(
Poi sono andata con Lara in segreteria, perché volevamo affittare un armadietto. La tizia ci ha fatto vedere quelli che rimanevano, ovvero i peggiori ;) Allora ne abbiamo scelto uno a caso. Ho pagato 900 ISK (5.60 Euro) per tutto l'anno e Lara mi ha dato i soldi solo per il primo semestre, perché lei se ne va a Dicembre :'(
Quando siamo andate a mettere delle cose nell'armadietto, mi sono accorta del numero: 369. Che è uno dei miei numeri preferiti!! 3 è il mio numero portafortuna, 6 è il giorno del mio compleanno e 9 è la mia media a scuola. Ok, forse no, ma 9 è la somma degli altri 2, nonché il numero della mia maglia di quando facevo pallavolo.

L'ultima ora la prof di francese ci ha dato delle frasi da tradurre ed è stata TALMENTE GENTILE da NON ricordarsi di me. Così mi sono ritrovata a tradurre in francese delle frasi scritte in Islandese, con la mia compagna di banco che me le traduceva in inglese e io che le pensavo in italiano. Facile, insomma.
Il lato positivo è che poi mi sono messa a parlare con la mia compagna di banco, che si chiama Rebecca (c'è qualquadra che non cosa, è un nome troppo facile!) e ho scoperto che vive nel mio stesso paese.

Dopo scuola ho accompagnato Laura e Sayuri a cercare il vestito per il BusaBall. Abbiamo camminato mezz'ora, poi abbiamo trovato un paio di negozi.
Il primo era troppo figo e costoso per stare in una cittadina così insignificante e il secondo non si poteva nemmeno chiamare negozio. Infatti era una casa con la svendita di abiti degli anni '40...e Laura sembrava pure interessata D:

Comunque loro non mi sembravano particolarmente attive da cercare qualcosa per la sera, quindi per sbrigarci ho fatto vedere loro tutto quello che poteva essere adatto...ma loro continuavano a dormire!
Allora me ne sono andata: purtroppo avevo il pullman alle 16...
Ma prima ci siamo prese un gelato! Si, un gelato in Islanda, faceva un freddo boia e pioveva. Quindi?

Tornata a casa ho notato che avevano cambiato la fotina del citofono, aggiungendo anche il mio nome :3
Il pomeriggio ho fatto Skype con un po' di gente in Italia e poi è arrivata la famiglia del fratello del mio host dad. Che casinisti sti bambini! Io mi stavo mettendo le scarpe e loro mi volevano tirare giù i pantaloni...sedateli!!

La sera sono andata a casa di Nangsee a prepararci per il BusaBall. Un po' più tardi è arrivata anche Rizza, una ragazza delle fFlippine che vive qua da un bel po' e abbiamo visto un film (in inglese) e mangiato una pizza. Era abbastanza buona e comunque, come ci diciamo tra Exchange, "food is food", anche se al posto della salsa di pomodoro aveva il ketchup e come condimento i gamberetti.

Io ero più in modalità "stiamo a casa a strafogarci di pizza" ma loro erano tutte prese bene a truccarsi che non volevo rovinare la serata. E poi da Exchange student DOVEVO andare alla festa.
Così, alle 22 il padre di Nangsee ci porta alla fermata del pullman, dove pensava che avremmo, appunto, preso il pullman. In realtà aspettavamo che una ragazza e il fidanzato ci venissero a prendere per darci un passaggio, ma poi ha telefonato dicendo che avevano litigato e non sarebbero andati alla festa.
Di conseguenza eravamo bloccate li.
Fortunatamente c'era un pullman, ma dato che eravamo senza biglietto l'abbiamo dovuto comprare: 500 ISK (4 euro!) per 15 km!
Come se non bastasse il pullman fermava lontano dalla discoteca, così abbiamo dovuto camminare un quarto d'ora sul bordo della strada, con tanto di tacchi.
Vogliamo parlare di Nangsee che cercava di convincere gli automobilisti a darci un passaggio?
"I'm sooorryyy...heeey! Can you drive us to the White House?" "Stop stop, we are sooo nice, we have to go to the White House!" "Heey boy, I know that you are going to the BusaBall!"

Tutto questo intervallato dai miei  "Don't do that!" e "Shut up!!"

Mentre era impegnata ad attirare l'attenzione degli automobilisti, Nangsee è caduta. Non so che abbia fatto, aveva dei tacchi altissimi e stavamo camminando sullo sterrato, quindi non ci andava tanto a cadere.


Io e Nangsee aspettando il bus all'autogrill

Quando siamo arrivati alla White House, abbiamo subito visto che era pieno di gente ubriaca.
Quest'anno la scuola ha messo la regola che non si vendono alcolici nella discoteca, così i ragazzi sono arrivati già brilli. E' stato troppo divertente vedere una ragazza che fa cucito con me, che è sempre perfetta, gentile e composta, sbronza da non riuscire a camminare!

Siamo stati fuori per un po', abbiamo incontrato altri amici e Nangsee stava già parlando con un tizio che distribuiva alcool in incognito.
Laura alla fine si era vestita come per andare a scuola e Sayuri aveva comprato una gonna e una maglia.
Comunque c'erano ragazzi in smoking e altri con i jeans, ragazze con vestiti e tacchi e altre con le converse...insomma, se c'è una regola in Islanda è che puoi fare quello che ti pare perché alla gente non interessa! NO ONE CARES!
Alle 23 siamo entrate e c'era un dj, che però non piaceva a nessuno, quindi metà delle persone erano sedute. Io ho passato la serata a ballare principalmente insieme a Lara, perché gli altri venivano con noi in pista e stavano fermi...che ansia la gente che guarda senza ballare! Potevano starsene a casa!

Comunque la serata è andata avanti con altre due band, piedi che imploravano di sedermi, Nangsee che sbaciucchiava gente a caso e sbronzi everywhere. Una delle due band è stata quella che, durante la vendita dei biglietti, si era messa a suonare e cantare...

video


Alle 2 è finito tutto. Avremmo dovuto prendere il pullman alle 2,15 per tornare a casa, ma Rizza e Nangsee non avevano voglia di camminare fino alla fermata del pullman, così ci siamo messe ad aspettare un aiuto divino. No, seriamente, non sapevamo come tornare a casa, perché non c'erano più pullman, il taxi costava 25 euro, che a loro detta era troppo, e nessuno andava a Hveragerdi.

Alla fine è venuto il padre di Rizza, grazie!! Altrimenti saremmo rimaste li!


La domenica mi sono alzata alle 9 perché dovevamo andare al matrimonio di un cugino del mio Host father. Mi sono vestita come in discoteca ed ero quasi sorpresa che i collant fossero integri!
La chiesa era davvero piccola, ma molto carina e la celebrazione è stata breve.
Le bambine si lagnavano e camminavano sulla panca. Ad un certo punto sento tirare le calze e...nemmeno a dirlo, il velcro delle loro scarpe me le ha rotte.
Neanche entrata la sposa e  io avevo già le calze bucate.

Il matrimonio è stato "normale", cerimonia e riso sugli sposi, ma abbiamo fatto solo una foto, tutti gli invitati insieme (che non ci hanno ancora dato quindi non la posso mettere). In Italia tutti vogliono la foto con gli sposi, qua non li considerava quasi nessuno!

Ci siamo spostati poi in un luogo dove si tengono le cerimonie e li abbiamo pranzato. Io mi ero già messa seduta bella comoda pregustando tutto il cibo che ci avrebbero servito quando...un tizio ci viene a dire che ... possiamo andare a prendere la zuppa!

Ok. E' un matrimonio e si mangia solo una zuppa? Niente antipasti, 3 primi, il sorbetto, 2 secondi, 4 contorni...no? Ok, zuppa sia.
Comunque era buonissima, forse la migliore che abbia mai mangiato, ma per un matrimonio mi sembra poco.

A tavola però ho parlato con la mia Host zia che ha precisato che non sono tutti così i matrimoni e che a quello dei miei host parents si era mangiato tantissimo. Comunque sul tavolo c'era più burro che acqua. Seriamente, sti islandesi mangerebbero pane e burro da mattina a sera!
La giornata continua con una torta al cioccolato (che la mia host sister apprezza), dei video sugli sposi e uno sull'addio al nubilato, accompagnati da vari racconti che ovviamente non ho capito e un po' di foto, che però non metto perché non ce le hanno ancora date.

La domenica siamo andati a pranzo dalla mia host grandmother, perché c'erano anche i miei host zii con i figli e il pomeriggio sarebbero tornati ad Akureyri.

Mentre aspettavo rigorosamente con le mani in mano che gli altri preparassero il pranzo, non ho potuto fare a meno di notare:

- delle polpette nel forno che sembravano particolarmente invitanti
-la mia host zia stava facendo un insalata senza lavare le verdure
-il mio host brother (che ricordo avere la veneranda età di un anno) aveva un pomodoro in mano e, con l'aiuto del cugino (ben piu' anziano di lui), cercava di spremerlo in una bottiglia, macchiando inevitabilmente il divano. La cosa migliore è che nessuno se ne preoccupava.

Il pranzo è stato piuttosto veloce, polpette e insalata, nient'altro! In Italia avremmo mangiato almeno 2 ore, in una riunione di famiglia del genere.


Dopo essermi riempita la pancia, mi sono messa sulla poltrona e mi sono addormentata. Finchè non è arrivata Unnur (host sister) a svegliarmi perché voleva "giocare a carte", ovvero sparpagliare le carte sul tavolo e mescolarle tutto il tempo.


Il pomeriggio ho fatto le lasagne. Ho comprato le sfoglie Barilla, altrimenti avremmo cenato a mezzanotte, ma ho fatto il ragù e la besciamella.

Quando stavo componendo la mia creazione, pregando di aver azzeccato le dosi, è arrivata Unnur, in cerca di cibo. Così le ho fatto assaggiare la besciamella e...direi che le è piaciuta, perché ne ha mangiato una ciotola piena e la pubblicizzava ai genitori. Si è anche messa a imboccare il fratellino!


Alla fine, le mie lasagne sono venute strabuone, il mio host dad ne ha prese 3 porzioni e penso che siano piaciute abbastanza. "Penso" perché qui continuo a cucinare,  ma non mi dicono se gli piace o no, mangiano e se ne vanno. Boh.


Prima di andare a dormire mi sono resa conto che dovevo mettere le lenzuola pulite e anche il copripiumino, che non è cosa facile. Ma alla fine ce l'ho fatta!
Mi sono infilata in un copripiumino, ma ce l'ho fatta.


Lunedì è stata una giornata easy, mi sono svegliata alle 9 e come prima lezione ho avuto cucina. Per la seconda volta non so spiegarvi che cosa abbia cucinato, era troppo weird per avere un nome. E non era nemmeno buono. Una base di muesli con panna, uova e verdure sopra...una roba del genere mi pare.



La seconda ora sono andata a matematica, ma ormai ho perso le speranze. Non capisco cosa dice il prof, non capisco le formule e non capisco cosa c'entrino i vettori col piano cartesiano. Ma il problema è che il prof pensa che io sia un genio, perché queste cose le ho già fatte in Italia.
Anche Sayuri, che è in classe con me, sembrava molto interessata, infatti ha dormito per 15 minuti. Ma dormito davvero, appoggiata al muro e il prof non se n'è accorto!


L'ultima ora ho avuto inglese e per la prima volta abbiamo usato il libro. Ed è stato li che mi sono resa conto che non era il libro giusto...
Dovevamo scrivere delle frasi con certe parole, consegnarle ala prof e poi potevamo andarcene. Io l'ho fatto, mi sono alzata e Ayaka (Exchange from Japan) mi ha seguita a ruota, ma senza frasi.
Io non so come faccia, non capisce una parola di inglese e il suo tono di voce sfiora i 2 decibel...
Più che ripeterle le cose e cercare di spiegargliele a gesti, non so cosa fare! Il bello è che nella verifica di inglese ha preso più di me...

Sul pullman per tornare a casa ho incontrato Axel, un ragazzo islandese che mi ricorda un sacco un mio amico italiano e abbiamo parlato (perché si, a volte gli islandesi parlano anche) di matematica, di cavalli che si possono sedere, mentre io, non so perchè, ero convinta di no e del fatto che il bus driver guida troppo veloce e supera a sinistra.

Arrivata a casa speravo ardentemente di trovare il mio pacco from Italy, ma purtoppo non era ancora arrivato. Cos' mi sono messa a guardare l'unico cartone in islandese che capisco: Pingu!! 

Alle 19,30 sono andata a pallavolo e mi sono resa conto che giocare con over 40 non mi diverte affatto, così ho deciso di cercarmi un altro sport. Non voglio ricostruirmi la vita che ho in Italia, con le stesse attività (e inattività), voglio fare qualcosa di nuovo.

Quando sono tornata a casa ho parlato un po' con la mia host mum e ho scoperto che Eiurun, la figlia di una sua collega (che una settimana fa non ho trovato sul pullman), è timida e non mi viene a parlare per questo, anche se ci siamo scritte su fb. Così toccherà a me fare il primo passo, se voglio avere amici islandesi. E' solo che lei è sempre con le sue amiche e..boh non so che dirle D: ma un giorno ci parlerò. Forse.

Martedì mi sono svegliata alle 6,45 perché avevo tutte le buone intenzioni di lavarmi i capelli, ma mi sono riaddormentata e quando ho aperto gli occhi erano...le 7.20!! Mi sono preparata in 10 minuti, non chiedetemi come abbia fatto.
Sulla strada per la fermata ho incrociato un bambino in bici che mi ha salutata.
Così, in Islanda, i bambini salutano gente a random. OK.
Non avendo fatto colazione mi sono comprata uno Skyr da mangiare lungo il tragitto. Non mi ricordo se vi ho già detto cos'è lo Skyr. E' una specie di yogurt, ma più solido, ed è tipico islandese.
Alla prima ora la prof di francese ci ha dato le verifiche e...udite udite, ho preso 9! Era talmente facile che avrei dovuto prendere 10, ma vabbè.

La prof mi è venuta a parlare dicendo che forse è meglio che cambi classe e che vada nel livello più alto, perché qui sono davvero indietro rispetto a me.
Effettivamente ha ragione, ripetono "C'est quel jour aujord'hui?" da  settimane e ancora non l'hanno imparato.

A pranzo mi ero portata le lasagne avanzate e mentre scaldavano nel microonde sono andata a prendere una forchetta, come avevo sempre fatto. La signora della mensa mi dice che non posso prendere quella di acciaio ma che devo comprarne una di plastica. E' vero che l'ho pagata mezzo centesimo di Euro, ma ci sono rimasta male, perché ho sempre preso quelle di acciaio e nessuno mi aveva mai detto niente.

Per il resto della pausa pranzo abbiamo giocato a "obbligo o verità" e io ho obbligato una ragazza ad urlare, al telefono: "I hate you, our relationship is over!"

All'ultima ora ho avuto cucito e mentre andavo in classe una ragazza mi ha chiesto di dove fossi e abbiamo parlato un po'. Mi ha fatto piacere sapere di non essere invisibile!
Comunque ho finito la tasca, ho scucito e ricucito venti volte, ma l'ho finita!

Fuori dalla scuola mi aspettava una bella bufera, ma quando sono arrivata a casa ho trovato il mio pacco dall'Italia!! Ah, dato che pioveva, i miei host parents hanno pensato bene di mettere Sindri (host Brother) a dormire fuori. Ok, non vi scandalizzate, in Islanda è "normale" lasciare i bambini incustoditi nelle carrozzine sotto la pioggia, perché dormono meglio. E io questo lo sapevo, ma c'è differenza tra sentirlo dire e vederlo...

I miei mi hanno inviato la tavola da snowboard con casco e scarponi annessi, e nel pacco più grande ci sono vestiti, regali e cibo essenziale per la sopravvivenza.

Ho passato il pomeriggio a svuotare il pacco e cercare di sistemare un minimo, ma non è stato così facile, se considerate che per mettere i vestiti ho 3 cassetti e per le altre cose 4 mensole. Infatti ho ancora molte cose impacchettate...compratemi un armadioooo D:

La sera ho dato i regali agli host parents: 2 sughi piemontesi, i gianduiotti, i torcetti, 3 litri di olio, una bottiglia di liquore Bicerin* e delle calamite.
Poi vabbè anche il lievito per fare la pizza (Imbarazzo time quando mi hanno guardata come per dire: "Certo, perché in Islanda il lievito non lo abbiamo!" ...scusate, ma a me serve QUEL lievito, di birra e in polvere, e sulle vostre confezioni non si capisce che cavolo ci sia scritto.) 
Sarà che sono abituata che in Italia quando ricevi dei regali fai i salti di gioia, che ti sia piaciuto o meno e ringrazi venti volte, ma qui mi hanno giusto chiesto cosa fossero, e alle mie spiegazione rispondevano "OKI" e mettevano in frigo. Mi hanno messo l'olio in frigo. I sughi in frigo. I Gianduiotti in frigo.
Quando fa caldo in casa ci sono 22 gradi, state scialli che non si sciolgono.

Comunque hanno assaggiato solo i cioccolatini, non hanno espresso un parere e la host mum ha detto un "grazie" come per farmi felice.
L'altra metà dei regali -cibo- me lo mangio io.

Fatemi l'in bocca al lupo per il casino della mia stanza che un giorno dovrò riordinare...




Per ora è tutto, il prossimo post sarà about Reykjavík e lo Réttir!!

<<Non mi date per dispersa se non aggiorno, ma ci metto davvero un sacco di tempo a scrivere e mettere le foto, perché devo caricarle una ad una D: >>

P.s. Grazie per tutti i commenti che lasciate, mi fa sempre molto piacere vedere che c'è qualcuno che legge il mio blog :D

*Bicerin: liquore piemontese al cioccolato

14 commenti:

  1. sei fortissima Alessia, mi diverto un sacco a leggerti!
    ...e non essere troppo severa con la tua famiglia...sorragazzi...e sonnordici... BACI e buona continuazione d'avventura!
    deborah mamma arianna!

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    1. Grazie!

      Spero che si sciolgano un po' ed inizino a parlare di piu'!!

      Un bacio dall Islanda!

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  2. ahahahahaha.......bello il bambino che dorme fuori sotto la pioggia......ahahahahahah
    La discoteca penosa direiii.....!!!!
    I pacchi dei tuoi genitori bellissimi, sembrano quelli dei profughi..ahahahah
    La camera....piu' in ordine di così non si puo'......
    Originali questi Islandesi, cordiali ed espansivi.....

    bíða eftir næsta saga ......

    sei molto divertente.....stai diventando una telenovela per noi, aspettiamo la prossima puntata.......
    baciiiii......

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  3. La discoteca non stata penosa, anzi, mi sono divertita un sacco!
    I miei mi hanno inviato un sacco di roba, perfino la tisana ahahahah
    Per la camera...sinceramente non so dove mettere la roba D:

    Grazie Cri, un besoo!

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  4. Ciao Alessia,

    bellissimo il tuo blog! Me lo sono letto tutto... veramente divertente il tuo modo di scrivere.

    Aspetto nuove puntate di questa "folle" avventura.

    Luca Borio (collega di tuo papà)

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  5. Ciao! Grazie mille mi fa piacere! :D

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  6. Miriana Galante2 ottobre 2013 14:22

    Ciao Alessia, seguo da tempo il tuo blog e lo adoro! Adoro l'Islanda e come te l'anno prossimo vorrei andarci con intercultura! Complimenti e in bocca al lupo per tutto :)

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    1. Ciao! grazie mille, spero ci riuscirai perché ne vale la pena!!

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  7. Ciao Alessia....anche io mi sono letta quasi tutta d'un fiato la tua avventura...e beh...sono diventata una tua fan.! :-)

    Posso solo dirti che sei davvero una ragazza in gamba...nonostante le difficoltà sprizzi entusiasmo da tutti i pori e sei contagiosa al punto che...attendo anche io le puntate successive! :-)

    Sono più che certa che questa esperienza ti servirà tantissimo....e un pò ti invidio per il coraggio che hai avuto...io alla tua età non immaginavo neppure lontanamente di allontanarmi dal "nido" ed affrontare mondi nuovi.
    Comunque vada....ti servirà a crescere....e ad affrontare meglio le situazioni che la Vita ti riserverà....

    Intanto....goditela...e ...buon proseguimento!!

    knús

    Loredana (ex compagna di scuola di papà)

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    1. Ciao! Grazie, mi fa piacere che ti piaccia il mio blog :)
      Arriva presto un nuovo episodio ;)
      E speriamo che questa esperienza mi serva davvero!

      Un bacio!

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