Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.

mercoledì 25 settembre 2013

All you need to know about icelandic Réttir.

Finalmente aggiorno. ERA ORA!
Blogger non mi faceva mettere le foto e ora sto cercando di caricare un video, ma non funge!


Comunque, prima iniziamo meglio è, che qui c'è un sacco di roba da raccontare!

Dato che aspetto sempre il pullman alla fermata, mercoledì mattina ho pensato bene di prendermela con calma. Così ho fatto una strada diversa, leggermente più lunga, tanto per cambiare un po'.
Ecco, 'sta voglia di cambiare strada alle 7 del mattino devo farmela passare.
Ero ancora lontana dalla fermata e vedo il pullman arrivare. Era pure in anticipo.

Non racconto la parte della corsa sfrenata per raggiungere il bus perché non vi voglio traumatizzare subito all'inizio del post.
Comunque sono riuscita a prenderlo e mi sono seduta vicino a Rizza, che mi ha detto che un ragazzo ha gentilmente informato l'autista che "c'è una ragazza che sta correndo".

-Farsi riconoscere! Lo sto facendo bene male.

La prima ora ho avuto mate e mi sono dovuta sedere vicino a dei ragazzi, perché non c'erano altri posti. Che dire, penso che le prossime lezioni arriverò venti minuti prima per tenere occupato un banco. Sti tizi erano simpatici come un cioccolatino dimenticato in tasca il 15 d'agosto, per intenderci.

L'ora dopo ho avuto inglese: abbiamo fatto il present simple. E' vero che nelle spiegazioni vanno molto veloci, ma avere 17 anni e studiare il present simple non è normale!

Durante le 2 ore buca mi sono messa d'accordo con Nangsee e Rizza per andare alla festa dei Freshmen, che si sarebbe tenuta quella sera a scuola, alle 20.

Il pomeriggio ho fatto gli gnocchi alla romana, ma la preparazione è stata più lunga del previsto e ho dovuto mangiare in 5 minuti, per poi correre alla fermata. Non sono nemmeno riuscita a capire se siano piaciuti alla mia host family perché mentre loro mangiavano il primo boccone io avevo già finito...
Mentre camminavo mi ha chiamato Nangsee, avvertendomi che Rizza non voleva venire, mentre lei si stava preparando. Ok, io stavo correndo come una matta per prendere il pullman e lei era a casa!?
Poi ha aggiunto che il pullman sarebbe passato alle 20, non alle 19,30 come dicevo io.

Guarda caso, mentre aspettavo (non si sa bene cosa, forse che smettesse di piovere acqua e che iniziasse con le caramelle), alle 19,30 è passato un pullman con scritto "Selfoss". Ho chiamato Nangsee, le ho detto di muoversi perché c'era il bus. Lei era tutta tranquilla perché potevamo prendere quello delle 20.

Aspetto.

Quando l'ho vista arrivare stava camminando nella più assoluta tranquillità e...mi rendo conto che si era messa delle zeppe.
Piove e lei si mette le zeppe.
Deve correre e si mette le zeppe.
Dopotutto, quale persona dallo spiccato buon senso non lo farebbe?

Fatto sta che abbiamo aspettato fino alle 20,10 e nel mentre ci siamo prese un gelato all'autogrill. Poi ci è venuta la brillante idea di chiedere al commesso se ci fossero pullman per Selfoss a quell'ora.
Lui è andato a controllare e ci ha detto che il prossimo pullman sarebbe stato alle 22.

Non so come, mi sono trattenuta dal mettere le mani addosso a Nangsee. Scusate, ma IO non ho cenato per correre alla fermata e poi ci tenevo ad andare a quella festa!

Alla fine ci siamo rassegnate e siamo andate a mangiare una pizza.
Pioveva forte e per fare più veloce Nangsee si è tolta le scarpe (foto a sinistra) e ci siamo messe a correre.

Abbiamo preso una pizza gigante e ce la siamo divisa: io ho ordinato margherita, lei frutti di mare. Vi giuro, fa vomitare.
Per non parlare delle altre pizze, come la " Janis Joplin", con banana e ananas.
Voglio una pizza, non una macedonia.

Alle 21,10 abbiamo levato il disturbo perché la pizzeria chiudeva alle 21...ovvero quando siamo arrivate noi. Così ci siamo autoinvitate a casa di Rizza per finire la pizza e poi finalmente me ne sono andata a casa a dormire.

Giovedì, durante inglese, abbiamo fatto un lavoro di gruppo: dovevamo leggere una storia e cambiare il finale. Quei geni dei miei compagni l'hanno scritta in islandese e poi tradotta con Google Translate.
Allora io e un'altra ragazza ci siamo messi a correggere tutti gli errori grammaticali e di sintassi. Non c'era un segno di punteggiatura, per leggerlo sono stata in apnea cinque minuti. Nel nuovo finale è venuto fuori che la protagonista uccide il fidanzato con una pistola (precisamente una Desert Eagle) trovata in un panino.
Alla fine l'hanno fatto leggere a me, perché loro si vergognavano... :O

Alla seconda ora ho avuto mate, abbiamo fatto la prova della verifica che ci sarebbe stata Mercoledì.
Non mi sembra il caso di specificare che non ho fatto quasi niente perché non capivo le scritte. Sono messa bene insomma.

Alle 14 ho preso il pullman con Lara e siamo andate a Reykjavík. Potete immaginare la mia gioia nel saltare ginnastica per fare shopping :D
Siamo andate prima a richiedere il suo Kennitala, ovvero una specie di codice fiscale che ti serve per qualsiasi cosa. Pure per entrare in discoteca.

Poi direzione Kringlan, centro commerciale.

Ah, facile a dirsi! Abbiamo chiesto a un po' di gente come andarci ma nessuno lo sapeva. "Scusate, non sono di queste parti, non lo so" Come fai a non essere di queste parti!? Sta città è un buco e non sai dov'è il centro commerciale più grande d'Islanda!?

Fortunatamente abbiamo incontrato dei turisti tedeschi che ci hanno lasciato una cartina di Reykjavík, perché loro erano in crociera e stavano tornando sulla nave. Mentre ci guardavamo intorno spaesate abbiamo notato che a Reykjavík i numeri delle case sono GIGANTI!
Cosa non si fa per semplificare il lavoro dei postini ;)

Intanto, con una Lara tutta felice per aver incontrato dei connazionali, abbiamo trovato un pullman che ci ha portato dritti a Kringlan.

Siamo state 3 ore a girare per negozi. Ho comprato delle decorazioni da attaccare ai muri della mia camera, dato che è tutta bianca e a guardarla mi viene la depressione.

Per pranzo abbiamo pensato bene di mangiare italiano, in un ristorante che si chiama "Sbarro", il cui logo è un mix tra la bandiera italiana e quella ungherese.

Lara ha preso un piatto di pasta, io un trancio di pizza prosciutto e patatine, che mi è costata quasi quando una pizza intera in Italia...
Ci siamo sedute, stavo per addentare il mio prezioso cibo quando mi sono resa conto che le patatine non erano ciò che pensavo.
Era ananas. Avevo preso la pizza Hawaii. E l'avevo pure pagata.


Alla fine ho tolto l'ananas, ed era buona, ma ho maledetto mille volte il ragazzo che me l'ha servita perché io gli ho chiesto "Quella lì in fondo, prosciutto e patate" e lui non ha detto niente. Infame :'(

C'erano poi delle pizze che non mi ispiravano per niente, tipo questa farcita sia in mezzo che sopra... D:


Poi ci siamo prese un frappè e, per non stare troppo a cercare di leggere i gusti, io ho optato per "lo stesso che ha preso quella signora"....almeno sapevo come veniva..




Dopo esserci congelate per bene con i frappè, abbiamo fatto le turiste: io ho comprato un bel po' di cartoline e abbiamo provato mille maglie. La prescelta è stata questa.


 I geroglifici dicono: "Non ho idea di cosa ci sia scritto su questa maglia!"

Essendo state tre ore a girare per negozi, abbiamo pensato bene di tornare a casa prima del previsto, perché ci stavamo annoiando. Io avevo pure lo zaino di scuola col pc dentro!

Abbiamo dovuto prendere 3 pullman e tra uno e l'altro c'era un minuto da aspettare. Voleva dire che se un pullman era in ritardo o uno in anticipo eravamo fregate.

L'ultimo pullman l'abbiamo fermato mentre era appena partito, ma ce l'abbiamo fatta, siamo arrivate a casa sane e salve. E c'era pure l'arcobaleno :D

La sera Lara ha cenato da me, poi la mia host mum ci ha portato a Fluðir, dove vivono Lara, Laura e Sayuri.

Lara è andata a casa sua, mentre io mi sono fermata a dormire dalle altre exchange, perché il giorno dopo ci saremmo dovute svegliare presto per lo rèttir.

Partiamo dal presupposto che sapevo che la loro casa fosse abbastanza incasinata. Dopotutto è una fattoria, non pretendevo mica di specchiarmi nel pavimento.

In ogni caso il primo impatto è stato tipo:

"AAAAAAAA PORTATEMI A CASA MIAAAAAAAAAAAA!"
E immagino sia stato lo stesso per Laura e Sayuri quando sono entrate per la prima volta in quella casa, sapendo che ci avrebbero vissuto un anno.

Comunque poi ci fai l'abitudine.
Forse è per questo che ai padroni di casa non importa molto, ormai non ci fanno nemmeno più caso al disordine, è diventato normale.

Abbiamo passato la serata a fare un puzzle dell'Islanda e poi Jónina, host mum di Laura e Sayuri, mi ha chiesto se preferissi dormire in camera con Laura o in salotto, per terra, con lui (vedi foto sotto. Non facciamo gli spiritosi, quella a destra sono io!!).


 
Diciamo che la mia risposta è arrivata velocemente.

Il bello è che tutti adorano questo gnomo/orco/essere indefinito. Tutti, perfino Laura.

Mentre facevo il puzzle mi sono tolta la felpa e mi sono girata per appenderla alla sedia...e dietro c'era lui. Mi sono presa un infarto e probabilmente ho tirato un urlo, e mentre ritrovavo la calma mi sono accorta che tutti ridevano. E lui mi guardava. Quanto sei brutto mammamia.

Alle 23 siamo andati a dormire. Ho realizzato che avrei dovuto dormire per terra, su un materassino smonco e in un sacco a pelo che non ispirava fiducia. E poi la stanza di Laura era davvero minuscola. Ci stava il suo letto e per terra a malapena il mio materasso...

Dato che non ero così entusiasta di dormire per terra, molto probabilmente con qualche ospite indesiderato, le ho chiesto se potevo stare al fondo del suo letto, gatto style.
Lei non sembrava troppo convinta, quindi alla fine ha fatto dormire me sul letto e lei si è messa per terra :D
Rincuorata, sono andata in bagno a lavarmi i denti.
Non dovevo farlo, no.
Quel bagno è qualcosa che dovrebbero vietare per legge. Calzini sparsi in giro, rubinetti mezzi arrugginiti, cotton fioc usati lasciati tranquillamente sul lavandino e mille altre cose che hanno ridotto allo stretto necessario la mia permanenza in quel "bagno".

Venerdì mi sono alzata con il collo malandato perché, non avendo un cuscino (grazie Jonina per aver pensato a me...), avevo dormito sulla mia borsa, e potete capire che non è il massimo della comodità.

Sono stata tipo mezz'ora a fare colazione perché il latte della fattoria era buonissimo! E poi vedevo Jonina riempire dei sandwich con una specie di patè in tubetto, quindi ho convenuto che fosse meglio saziarsi SUBITO con del cibo commestibile, che fare la fame DOPO.

Poi ci siamo vestite: io avevo due pantaloni e 6 maglie. Al momento della giacca mi rendo conto di averla dimenticata a casa. Bene! Farà un freddo boia e io sono senza giacca (e guanti)!
Qui di seguito vi presento la versione "Alessia the farmer" in tutto il suo splendore...


Comunque, appena siamo arrivate allo Réttir ci siamo gasate un sacco perché era una bella giornata, c'erano 5000 pecore e noi non vedevamo l'ora di prenderle per le corna. Una figata :D 

Penso che sia giunto il momento di spiegarvi cos'è questo "Réttir".

Praticamente all'inizio dell'estate tutte le pecore di tutte le fattorie vanno in montagna, non chiedetemi perché, in alpeggi apposta per loro. E in questi alpeggi... le pecore conducono una vita all'insegna della promiscuità... nel senso che si mischiano tutte.
Alla fine dell'estate i proprietari delle pecore se le riprendono, ma per smistarle le mettono nello Réttir, che è fatto così.

Si mettono le pecore nel cerchio centrale e poi ogni proprietario va a cercare le sue. Questo vuol dire che bisogna bloccarle e controllare la targhetta sull'orecchio, evitando di prendersi una zampata in faccia da parte delle altre pecore che, per renderti il lavoro più facile, pensano bene di saltarti a cinque centimetri dal viso, facendoti prendere un infarto ogni volta.

Comunque, quando si trova la propria pecora, la si trascina a forza nel proprio recinto, ovvero uno di quegli spicchi laterali.

Quando abbiamo iniziato la ricerca delle nostre pecore io e Lara non sapevamo esattamente cosa fare. Abbiamo iniziato col metodo: "Gentile e cordiale" che prevedeva il parlare con la pecora e chiedere se cortesemente ci mostrava il numerino che aveva sulla targhetta. Diciamo che non funzionava.
Poi siamo passate al metodo "Guarda e scappa" ovvero prendere una pecora, bloccarla alla meglio, leggere il numerino, lasciarla e darsela a gambe per evitare che ci desse contro una volta libera.

Al terzo Réttir, armate di guanti e con l'esperienza dei due precedenti, abbiamo adottato il metodo "Stà ferma brutta pecora, che devo guardare il tuo numero", che consisteva in un accurato lavoro di squadra in cui io prendevo la pecora dalle corna, Lara la bloccava salendoci sopra e poi si  controllava il cartellino.

Diciamo che non è stato un lavoro facile, ste pecore erano davvero delle RIBBBELLI e non volevano proprio farsi prendere: saltavano, si contorcevano, scalciavano...
Quando abbiamo preso una pecora particolarmente docile l'abbiamo anche ringraziata ed è diventata la nostra mascotte. Dopo due minuti non sapevamo già più quale era, ma dettagli.
Abbiamo perfino visto dei bambini che, pur di non lasciare una pecora, si facevano trascinare tenendosi alle corna...
C'è stato un momento dove abbiamo visto tipo 20 pecore correrci addosso...attimi indimenticabili insomma.

Comunque noi dovevamo trovarne una sessantina, su 5000. Ne avremo controllate più di un centinaio e ne abbiamo beccate 2.
Il che non è troppo male, considerando che era il nostro primo Réttir e non "conoscevamo" le pecore. Perché si, i proprietari conoscono le loro pecore e anche da lontano sanno dirti quali sono le loro e magari anche come si chiamano...

Abbiamo anche pranzato in un profumato Van per cavalli, sommariamente pulito e attrezzato per l'uso.

Dopo aver smistato tutte le pecore, Laura e Lara sono andate sul cavallo insieme all'host dad di Laura ed altri parenti che erano venuti ad aiutare, per  "guidare" le pecore fino alla fattoria.
Vuol dire 9 chilometri al passo delle pecore...che non sono troppo veloci, ecco.
All'inizio io e Sayuri siamo state in macchina con Jonina perché non c'erano abbastanza cavalli per tutti, poi abbiamo fatto cambio.
Io ero abbastanza impanicata, avendo cavalcato tipo 2 volte in vita mia e non conoscendo il cavallo.

Comunque alla fine è andato tutto bene, è stato bravo, a parte il fatto che avesse sempre fame, quindi appena ci avvicinavamo all'erba si abbassava per mangiare e ogni volta rischiavo di cadere...ma si sa, tale cavallo tale "fantino" (?)...entrambi abbiamo sempre fame ;) 

Invece quello di Lara, mentre stava andando, tranquillo, si è fermato e si è seduto. Così, perché non aveva più voglia di continuare.
E i proprietari della fattoria lo guadavano scioccato, come se non avessero mai visto nulla del genere :D

Alla fine della giornata ho deciso che voglio fare equitazione qui in Islanda, perché è troppo rilassante e i cavalli islandesi sono bellissimi! Per chi non lo sapesse, è una razza pura, importata dai vichinghi dalla Norvegia e possiede ben 5 andature (tante quante le marce delle nostre auto)!

E' stata una giornata bellissima, sono davvero grata a Jonina per avermi "invitata" allo Réttir, quasi quasi la perdono per non avermi dato un cuscino ;)



Sabato mi sono svegliata a mezzogiorno, ma di pranzo non se n'è parlato.
Non capisco perché non pranzino nel weekend...voglio dire, se il martedì hai fame all'una, perché il sabato non dovresti averne?
Comunque io mi sono tenuta impegnata facendo una torta al limone, che però nella preparazione sembrava tutt'altro che buona. E ovviamente quella sera sarebbe venuta a cena un'amica della mia host mum.

Per tutta la serata ci sono stati dei momenti di silenzio assurdi: inviti la tua amica e non le parli?! Niente da dire? Tra un po' veniva voglia a me di suggerirle un argomento!
Comunque la mia torta alla fine non era male, anzi :3

Finita la cena sono uscita con Nangsee e ci siamo prese un gelato.

Non so quanto fosse, tipo mezzo chilo? Fortuna che era la coppetta più piccola!!
Poi siamo andate a casa sua a vederci un film: The invention of lying. Molto ironico e surreale; racconta, da come solo un laureato dedurrebbe dal titolo, dell'invenzione di mentire, che pima non era nemmeno concepibile.
Alle 23.30 sono tornata a casa e l'amica della mia host mum c'era ancora, ma la torta al limone, con mia soddisfazione, no :D




La domenica siamo andati a Reykjavík, alla festa di compleanno della mia host cousin, che ha compiuto due anni.
Dato che la festa iniziava alle 15 e noi eravamo in città già alle 13, la mia host mum ha pensato bene di intrattenerci con un giro in macchina ai dieci chilometri all'ora, sulla costa. Voglio dire, andiamo da qualche parte, tipo nella chiesa di Reykjavík, o a farci un bel hot dog in uno dei posti più famosi d'Europa...non mi interessa molto vedere il mare, è tutto uguale, sempre blu e con le onde (ebbene si, anche in Islanda il mare è così).

Davvero, ha girato a vuoto per un'ora, io stavo per chiederle se potessi scendere e camminare vicino all'auto, perché a stare lì dentro con l'aria calda sparata al massimo, i bambini piagnucolanti e le canzoni dello Zecchino d'oro islandese, stavo diventando pazza.
Ma fortunatamente poi si è fermata e siamo andati a questa benedetta festa.
Non penso di avere mai assistito ad una festa più noiosa. Nessuno parlava, i bambini erano abbastanza silenziosi e l'unica cosa che non mi ha fatto pentire di aver accettato di andare sono state le torte. Torte che, se la vogliamo dire giusta, mangiavano solo i bambini: i genitori avevano una ZUPPA e dei crostini con una specie di insalata russa.
E così la sottoscritta si è schierata dalla parte dei bambini :D


 C'era una torta di pere buonissima e una specie di meringata, ma mille volte migliore, che mi sarei probabilmente mangiata tutta io, se non avessi avuto quella vocina nella testa (e nella pancia) che sussurrava di smetterla, altrimenti avrei vomitato.

Comunque niente da dire, probabilmente il cibo islandese migliore sono le torte.




Questo è l foto della torta meno buona, sorry D:


A prestissimo (giuro :3) il prossimo aggiornamento, in modo che vi racconti la settimana appena trascorsa e poi un post ogni domenica!

8 commenti:

  1. la tua amica si metterà anche le zeppe sotto la pioggia, ma tu mi sembri in sandaletti a piedi nudi...anzi sembra che tu non abbia nemmeno le scarpe...........hai già preso un andi molto nordico..ahahhahah quando torni sandalo a Pragelato a - 15° ah ah ah ah ah

    Ma non è famosa l'Islanda per la carne di agnello...? tu mangi solo dolci e pizze..? e qualche zuppa...ahahahahahha...............da buona italiana..." ma quanto ti manca la cucina di mamma' '' ...."ahahahahahah
    Sei già stata ad HUSAVIK ho letto che è una cittadina molto bella con tutte le casette colorate.....
    Tra pecore , cavalli, cascine.......cosa mi stai diventando...?????? ahahaha ahahah ahahah a presto Islandese...kisssssss

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Criii ma non sono io! D:

      ieri ho cucinato il risotto, a proposito!
      Spero di andaarci a Husavik, dato che ad ottobre andiamo nel nord, magari ci passiamo!

      Elimina
  2. AHAHAHAHAH.....ho preso lucciole per lanterne.....!!!! ma non sei tu con i sandali e giaccone ....AAHAHAHAHHA ....la tua vecchia amica italiana sta proprio perdendo colpi....
    kisssssss..... ( se trovi una Islandese stordita come me falle una foto ......!!!!ah ah ah che voglio proprio vederla..... - difficile vero? ...vabbè) KISSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSSS

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Li vuoi un paio di occhiali islandesi? ;)

      Elimina
  3. Ma domani aggiorni??:D

    RispondiElimina
  4. Quando aggiorni???:D

    RispondiElimina
  5. Quando aggiorni???:D vogliamo leggere :)

    RispondiElimina

Per commentare non bisogna essere registrati a nulla :D