Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.

sabato 11 gennaio 2014

Natale Islandese pt.1 - Gli Jólasveinar sono 13, e ti stanno osservando.

BUUOOONGIORNO! (se si potesse scrivere più grande lo farei...)

Come state? Finite le vacanze, eh? Siete ingrassati come dei porcellini o siete a dieta ferrea? In ogni caso vi volevo ricordare che "la dieta di inizia domani", quindi prendetevi gli avanzi del pandoro e abbuffatevi mentre leggete cosa ho combinato io ;)
Volevo precisare che:
1) non ho aggiornato perché sono una brutta persona, e soprattutto ero in vacanza, quindi zero voglia di accendere il cervello (non è detto che lo tenga acceso durante il resto dell'anno, ma dettagli).
2) E' già passata la prima settimana dopo le vacanze di Natale e ci sono molte più persone dell'altro quadrimestre. O forse sono le stesse, solo più grasse.
3) Lunedì era il mio compleanno e sto realizzando di avere diciassette anni. #cheansia #sonovecchia
4) Ricordate che ero un po' indietro con l'aggiornare? Ho deciso di raccontare solo le vacanze natalizie compreso un weekend speciale e stare al passo coi tempi :D
5) Non mi sono scritta nulla di ciò che ho fatto in questi giorni quindi mi affiderò alla mia memoria. #siamospacciati #memoriasmemorata
6) Per ultimo, mi sono messa Instagram, quindi se volete vedere un po' di IcelandicAwesomeness, mi chiamo (rullo di tamburi per l'originalità) alessialungo .


Finito con gli annunci, inizio a raccontarvi :D
Il 14 e 15 dicembre è stato un weekend fantastico! Sabato siamo andati a casa della nonna a fare il Laugarbrauð, ovvero il "pane di Natale", che assomiglia tantissimo alle nostre bugie di carnevale. Si stende la pasta, se ne ricava un disco, lo si decora con appositi strumenti e poi lo si frigge in olio di cocco :D vi metto il video!

La mia creazione personale "Love Island"


video

 
Domenica invece siamo andati a prendere l'albero di Natale.
Freddo assurdo, mezzo metro di neve e la sottoscritta va con i jeans...l'intelligenza.

 
Per chi non lo sapesse, la maggior parte delle persone in Islanda prende un albero di Natale vero. Si può comprare (costa circa 50euro se ho capito bene) o andarlo a tagliare di persona e quindi non pagare.
 
Dato che mi piangeva il cuore a pensare che tutte le famiglie islandesi abbattessero un albero, mi hanno spiegato che nel posto in cui siamo andati noi, ne piantano altri ogni anno, ma crescono tutti vicini e quindi si abbattono per lasciare crescere gli altri. Prendiamolo per buono...
In compenso il posto era stupendo!




Mentre io mi congelavo le mani facendo foto e video, mio padre ospitante ha scelto e abbattuto l'albero. Ho fatto un video quasi decente, mi spiace solo che la qualità sia pessima, ma per caricarlo su Blogger l'ho dovuta ridurre tantissimo :(

video
Per tornare alle vacanze, il 22 dicembre (sebbene avessi il mio solito mal di pancia da cibo insano -avevo mangiato hamburger la sera prima...-) sono andata a fare il mio usuale shopping dell'ultimo minuto con Arianna e Veronica. Abbiamo girato per Smáralind, il centro commerciale più grande d'Islanda (ehi, non vi aspettate un grattacielo) e ho finalmente trovato i regali per la famiglia.
A mio padre ospitante ho preso un cappello di Centamani, che è una marca islandese abbastanza costosa.*
A mia mamma un portafoto senza foto. (Non è stata colpa mia, -o forse si- era troppo tardi stampare qualcosa il 21 dicembre D: )
Ai nonni un paio di calze nere con un pacchianissimo Babbo Natale più una calamita con la Moka per uno e una matita con una gomma a forma di squalo (lavora con il pesce :D) per l'altro.
A una nonna ho preso un centrino con gli alberelli di Natale e un omino di pan di zenzero da appendere all'albero, mentre all'altra delle presine sempre con l'omino di pan di zenzero con annesso decoro per l'albero.

Dopo i grandi acquisti e aver finito le disponibilità della carta di credito (OPS...), siamo andate a casa di Veronica e io e Arianna abbiamo realizzato che vive in una villetta di due (o tre?) piani, con la Jacuzzi nel giardino, delle enormi finestre da cui si può vedere tutta Reykjavík e una nonna un po' scorbutica.
Dato che la mia host mum era in ritardo, sono rimasta a cenare da lei, abbiamo fatto l'albero di Natale e parlato italiano <3
Alle 23 la mia host mum mi è venuta a prendere e siamo andate alla stazione dei pullman per aspettare Aitana, un'Exchange student spagnola che avrebbe passato Natale con noi.

"E perché non può passare Natale con la sua famiglia?"

Dunque, la cosa è complicata. La sua famiglia ufficiale è composta da madre e figlio e vivono ad Akureyri. La madre è un medico, lavora molto e viaggia spesso all'estero, quindi, per non lasciare Aitana da sola, c'è anche una seconda host family.
A Natale la sua host mum avrebbe lavorato e la seconda famiglia non poteva ospitarla, quindi, per evitare di farle passare un Natale islandese in ospedale, l'ho invitata a stare nella mia famiglia :)


Tornate a casa, ho visto che la nonna stava preparando una zuppa, ma c'era il coperchio. Dato che io e la mia curiosità volevamo vederla, ho tolto il coperchio. Non l'avessi mai fatto. Ha strabordato tutta la minestra D: (OPS..)

Il 23 dicembre siamo andati a casa della mia host-prozia (suona leggermente male ahhaahah) a mangiare la Skata.
Ovvero...una razza :(


In Islanda è tradizione mangiarla il 23 di dicembre, anche se non incontra esattamente i gusti di tutti.
Infatti, una volta cotta (non ho idea di come la cucinino, so solo che ci va molto tempo) ha un odore fortissimo, che si impregna nei vestiti e in tutta la casa.
Io e Aitana l'abbiamo presa più che altro come una sfida, ma pensare che ci sono persone che la mangiano perché a loro piace, è sconcertante D:
Di solito si accompagna con salsine e patate, perché mangiata da sola avrebbe un sapore troppo forte.
Ecco, magari me lo potevano dire prima che iniziassi a mangiare...

Mi ucciderà per aver messo questa foto...

Le birre di Natale

La skata è quella nella pirofila D:



Volevo aprire una parentesi sul GRANDE Natale islandese. E per Natale in questo caso intendo "periodo natalizio".
Dunque, gli islandesi sono appassionati di lucine. Le mettono ovunque: nelle finestre, lungo il perimetro del tetto, sui cespugli, nelle strade, sugli alberi sparsi per la città, nelle banche, scuole, biblioteche. Insomma, vogliono illuminare il buio dell'inverno e non badano a spese.


Una casa particolarmente eccentrica a Selfoss

Le lucine della mia camera
 
Verso novembre nei supermercati iniziano a comparire cibi natalizi. Ad esempio, c'è la "birra di Natale" che non si trova durante il resto dell'anno, come le cassette di mandarini, il laugarbrauð, i biscottini di pasta frolla o il "gelato di Natale". Se ti piacciono, ne fai scorta.
Tutto diventa natalizio e più allegro, il numero di caramelle e cioccolatini presenti nei negozi si triplica e addirittura le confezioni del latte hanno disegnati i Babbi Natale.
Si, Babbi, al plurale, perchè in Islanda ce ne sono ben 13. Ne arriva uno al giorno e, a partire dal 12 dicembre, i bambini mettono le proprie scarpine sul davanzale, che saranno riempite da un regalino, caramelle o frutta.

 
Questi Babbi Natale, in islandese Jólasveinar (link in italiano), hanno nome, personalità e anche dei genitori. Se vi interessa la questione, guardate qui, è in inglese e ci sono le descrizioni di ciascuno :D


Il pomeriggio io e Aitana abbiamo fatto la pizza :D poi è arrivata anche Nina, un'Exchange student che vive nell'est dell'Islanda ma ha passato Natale a Selfoss, e ci ha aiutato a finire.
Fortunatamente è venuta una pizza decente...c'erano 11 persone e sarebbe stato triste se non fosse venuta bene :)
In ogni caso sono riusciti a dirmi che ci andava più condimento -.-"
Non è colpa mia se voi siete abituati a mangiare più condimento che pizza D:
 

 
La felicità di Nina nel vedere la pasta lievitata ahhaha
 
Il mattino del 24 abbiamo trovato i regali nelle scarpe lasciate sul davanzale. Ecco bellissimi piedi miei e di Aitana :D 
 
Dopo di ciò siamo andati a distribuire le jólakört, ovvero le Christmas cards, a parenti e amici in paese.
Accontentatevi della foto della foto :/
 
Siamo andati anche dalla prof di joga, Raghneiður, perché le volevo dare il regalo (torrone ricoperto di cioccolata, direttamente dall'Italia :D).
Io e Aitana non abbiamo nemmeno avuto il tempo di bussare che ci hanno aperto la porta. C'era un'atmosfera bellissima in quella casa. Musica di sottofondo, lucine, tutto ordinato, e la famiglia che cucinava. Inoltre, vivono in una villa abbastanza grande, su due piani, con il giardino, in riva al fiume, immersa nel verde *-*
Ci hanno fatto entrare e il marito di Raghneiður stava...scuoiando dei poveri uccellini, per mangiarli a cena. La scena è stata un po' inquietante, ma ci hanno detto che è una specie protetta e si può cacciare solo alcuni giorni prima di Natale.

Dopo aver finito il giro per le Jólakört, siamo tornati a casa a sistemare tutti i regali sotto l'albero. Io ho messo i miei, convinta che fossero pure troppi, ma poi la mia host mum mi ha chiamata per aiutarla a prendere i regali dalla soffitta.
Abbiamo tirato giù due scatoloni enormi e tre buste. E non erano nemmeno tutti!
Assurdo, gli islandesi iniziano a comprare i regali di Natale da agosto, e man mano li accumulano :O
Io ed Aitana ne abbiamo contati circa 90 sotto l'albero, considerando che eravamo in 10, non mi sembra male!
 
 

A Natale è tassativo vestirsi bene, possibilmente con un indumento o accessorio nuovo, altrimenti il gatto di Natale ti mangerà. Si perché oltre alla felice famigliola di Babbi Natale, c'è anche il Gatto, che scende dalla montagna e mangia chi non riceve o indossa qualcosa di nuovo. La storia non ve la scrivo, ma se vi interessa, è qui in inglese.

Alle 18, sentiamo le campane. Io ovviamente ero in ritardo e mi stavo ancora vestendo, ma tutti dicevano di sbrigarsi, perché "Natale era iniziato"!

Abbiamo mangiato una zuppa di funghi, seguita da (...?...) carne di cui non conosco la provenienza (penso sia maiale), accompagnata da seimila salsine, patate e patate dolci, mais, cetrioli e barbabietole. E poi mi chiedevano perché mangiassi solo carne e patate -.-"
Ah, ovviamente mi sono dimenticata la mitica Malt og Appelsinu, ovvero una bevanda che sa di birra, ma che birra non è, mischiata alla Fanta, col colore della Coca Cola. Mah.
Non poteva mancare il Lambakjöt, agnello affumicato tipico natalizio. Una specie di prosciutto crudo, ma che si taglia a pezzetti e sa molto di affumicato.

Lambakjöt

zuppa


carne indefinita

Dopo la cena, che è durata a dir tanto 1 ora, abbiamo sparecchiato e aperto i regali.
Si, i regali si aprono la sera del 24, vestiti bene e con tutta la famiglia. Quando ho detto che in Italia io li aprivo in pigiama ci sono rimasti male ahahaha
Comunque, questa non è stata una cosa facile. Si apriva un regalo (massimo due) alla volta, in modo che tutti vedessero che cosa fosse, tempo di ringraziare e poi toccava a qualcun altro.
Capite che la cosa può rivelarsi lunga e noiosa, ma vabbè...
Io ho ricevuto un sacco di regali, anche da gente che ho visto solo una volta :D
Collane, guanti, sciarpe, bracciali, borse, cioccolata, libri, e la lopapeysa, il tipico maglione islandese, fatto pazientemente all'uncinetto dalla nonna :D
Ah, anche il biglietto per andare a vedere Mary Poppins a teatro!

Io e la mia lopapeysa
 
Tutti regali sono stati apprezzati, la nonna addirittura ne ha ricevuti due dal nonno, di cui uno era un vestitino blu ahahahha :D
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplessa sono stati i regali dei miei host parents per i figli. Hanno regalato vari giochi, e fin qui OK, ma alla fine se ne sono usciti con un tablet! Dico...per i bambini che vanno ancora all'asilo mi sembra eccessivo e anche un po' triste :/

Comunque è stata una Vigilia bellissima, mi sono davvero divertita con Aitana e ho anche sentito le mie sorelline che discutevano sul fatto se fossi un ospite o no e alla fine sono arrivate alla conclusione che non lo sono :D che carine!


Scusate l'interruzione, vi metto Natale e Capodanno nel prossimo post, perché voglio caricare due video e non riesco a farlo in questo post, dato che ce ne sono già due :)

 
Un bacio!



*Centamani, 66°North e Zo-on sono marche islandesi di vestiti invernali abbastanza costose e molto conosciute.

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