Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo.

giovedì 2 maggio 2013

Weekend di orientation.

Questo, come promesso, è il sequel del post precedente. Non c'entra niente con l'altro, cambiano i posti e le persone, ma è tutto riunito sotto la voce "Ponte del 25 aprile", per intenderci. Comunque se non avete visto l'altro e vi piacciono i FUN, leggetelo :)

Passiamo al sodo: 27 e 28 aprile 2013. Weekend di orientation. Prevedo un post lungo, scusate :(



Partendo dal presupposto che ho passato metà della notte in viaggio da Bologna a Torino, e ho dormito solo 4 ore, la mattina ero più rincoglionita che mai. Alle 8 ero in stazione, ovviamente in ritardo, con lo zaino preparato nei 10 minuti prima di uscire di casa e due occhiaie che sembravano disegnate con l'Uniposca.

Trovati gli altri, mi sono messa a parlare con le poche persone che conoscevo.
Un'ora di viaggio.
Arriviamo nella struttura che ci avrebbe ospitato per due giorni che, però, non vi so definire. Era una specie di "casa di preti" che viene affittata ai gruppi.
Sistemiamo le cose in camera e iniziamo con i giochi. Vi racconto quelli più interessanti e che mi ricordo.


Una delle attività più utili e riflessive è stato il gioco del frigo e della botte. Dovevamo scrivere nel frigo cosa vorremmo trovare uguale (quindi "congelato") al nostro ritorno, e nella botte cosa vorremmo che cambiasse. All'inizio nel frigo c'erano cose tipo: famiglia, amici più stretti, gruppo sportivo/teatrale, la propria camera...
E nella botte: rapporti con i prof, pregiudizi, io (inteso come persona che cambia dopo l'anno all'estero) e altre cose che non ricordo.

Personalmente avrei messo quasi tutto nella botte. Ma non è una cosa negativa. Infatti è la conclusione a cui ci hanno fatto arrivare i volontari. Che lo vogliamo o no, le cose cambiano, noi cambiamo, ma non deve essere per forza in peggio.

Abbiamo giocato a una specie di "Ce l'hai" a coppie che è stato divertente, ma personalmente non ne ho colto il significato.

Una mia amica e un altro ragazzo avevano portato gli ingredienti per la pizza e prima di pranzo l'abbiamo impastata. La cosa figa è che la prima regola che ci hanno detto è stata: "Non si entra in cucina.", e noi tre ci  abbiamo passato mezza giornata. Ma è stato divertentissimo!


Ora di pranzo. Avevamo portato tutti del cibo e  il pasto è stato a base di insalata di riso e torte salate congelate. Mmmma che bontà! D: Chissà perchè quando si dice di portare da mangiare, la gente prepara cose fredde. Esistono i forni, santo cielo!!
Arriva il vassoio con i muffin. La faccia di chi li assaggiava cambiava dal "questo non mi sembra dolce" a "ma che cavolo sto mangiando" e puntualmente lo sputava. Bene, se qualcuno ha voluto fare un scherzo ci è riuscito. Muffin al prosciutto invece di muffin al cioccolato. Terribile. Il bello è che non si è scoperto chi li ha portati...ha pensato bene di starsene zitto!


Nell'attività seguente ci hanno descritto la curva che prenderà la nostra esperienza. Mi spiego meglio con una foto (che sta cadendo a pezzi.)
Ci saranno momenti di alti e bassi (ma va?!) e poi quando troveremo finalmente un equilibrio...arriverà la mail da Intercultura a ricordarci del rientro a casa. Un trauma in pratica.

Verso le 19 iniziamo a preparare le pizze, e con sei chili di farina riusciamo a sfamare 40 persone. E la cosa migliore è che erano buonissime (la modestia, insomma..)!

La sera dopo cena abbiamo fatto un gioco troppo idiota che non posso scrivere, poi siamo andati a dormire nei nostri cari sacchi a pelo.

The following day, dopo colazione, abbiamo parlato della famiglia ospitante e ci hanno chiesto di immaginare la famiglia perfetta. Abbiamo svolto l'attività a gruppi, ma sono uscite tutte le stesse richieste: tanti fratelli, piccoli e grandi, animali domestici, casa grande, persone accoglienti e blablabla.

Ci hanno anche fatto scrivere una lettera a noi stessi, che ci riconsegneranno al ritorno (se non le perdono prima).
 
A pranzo ci siamo abbuffati come pochi, per finire tutto il cibo che era avanzato. Quando ci siamo alzati sembravamo degli ippopotami che non riuscivano a stare in piedi.
Il pomeriggio ce la siamo presa comoda, abbiamo fatto delle foto tutti insieme. 

Resoconto? Un belissimo weekend, passato con gente simpatica e aperta. Tutti gli incontri di Intercultura si stanno rivelando fantastici, sono davvero felice di partire e di aver conosciuto tutti i ragazzi che vivranno la mia stessa esperienza.


















Ah, mi sono dimenticata di dirvi che ho scoperto la data precisa di partenza...(rullo di tamburi) il 21 agosto!!

Poco fa invece stavo parlando con un ragazzo della mia stessa scuola, che adesso è in Malesia . Quando ha scoperto che farò il terzo all'estero, ha iniziato a dire che ho sbagliato a fare questa scelta, che è meglio fare il quarto, che troverò difficoltà e blablabla. Poi gli ho detto che la destinazione era l'Islanda. Reazione: "Ma tu sei una cogliona! Cosa ci vai a fare in Islandaaa!?!" (disse quello che sta in Malesia.)

Vabbè, gliele passo semplicemente perchè sta sclerando. Ma cavolo, non si possono dire queste cose a uno che deve fare l'anno all'estero. Non posso e non voglio partire pessimista, quindi penso che abbia buttato parole al vento. Come mi spiace.

P.S. -36 giorni di scuola (:

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